Asteroid Miner

Asteroid Miner

Oro, argento, platino e tungsteno. Ma anche metallo, nickel, alluminio, titanio, idrogeno e acqua. Gli asteroidi potrebbero essere la soluzione più prossima all’esaurimento di queste materie prime sulla terra: un pezzo di asteroide delle dimensioni di un computer portatile può fornire lo stesso quantitativo di platino che viene estratto quotidianamente da una delle miniere più produttive del mondo. E nel 2017 l’idea dello sfruttamento minerario di asteroidi e comete non sembra poi così lontana.

Nel novembre 2015 il Governo degli Stati Uniti, sotto la presidenza Obama, ha approvato il cosiddetto SPACE Act, una legge per regolamentare lo Spurring Private Aerospace Competitiveness and Entrepreneurship (SPACE), ovvero: un’autorizzazione ufficiale per i cittadini americani a portare avanti, anche da privati, iniziative per l’esplorazione e la commercializzazione dello spazio.

L’approvazione dello SPACE Act è addirittura arrivata qualche anno dopo la fondazione della prima startup per il recupero di materie prima nello spazio, nel 2009: Planetary Resources ormai da anni lavora per inviare le sue sonde allo studio e all’individuazione degli asteroidi, e il suo CEO Chris Lewicky, già manager di alcune missioni sul pianeta rosso nel suo precedente impiego alla NASA, afferma che molti di essi sono più facilmente raggiungibili di quanto non lo sia la luna. Ma la startup ha anche obiettivi ben più grandi: molti asteroidi, oltre ai metalli, portano nella loro orbita anche acqua, ossigeno e idrogeno. Se si considera che portare dell’acqua in rifornimento alla Stazione Spaziale Internazionale ha un costo di circa 50 milioni di dollari, il pensiero di poterla trovare molto più accessibile e vicina può valere gli investimenti di Planetary Resources. Per non parlare della quantità di propellente che richiede il ritorno delle sonde sulla terra, e che attualmente viene fatto trasportare dalle sonde stesse nel loro viaggio di andata, aumentando di gran lunga il peso della sonda e, quindi, la quantità di propellente necessaria a mandarla in orbita. Lewicky sogna le stazioni di rifornimento spaziali.

Colombo, Marco Polo, Amerigo Vespucci. I più grandi esploratori ricordati nella storia dell’uomo hanno aperto scoperto nuove terre e civiltà. E tutti hanno sempre riportato alla terra d’origine nuove materie prime da immettere nel mercato, aprendo le vie del commercio intercontinentale. L’era delle esplorazioni spaziali è iniziata da anni... È tempo di aprire la via del commercio interplanetario.